Tasse per il poker online, la stretta del governo non molla

Il poker online è nel mirino del nuovo governo, dopo la stretta sulla pubblicità infatti, il gioco online torna nella manovra, questa volta con l’introduzione di una tassazione più elevata che complica ancora di più un settore già in crisi.

L’obiettivo del governo pare proprio quello di ridurre al minimo la presenza di questo gioco d’azzardo online, tagliando le gambe alle aziende che ci lavorano e riducendone la diffusione vietandone il marketing.

La cosa curiosa è come, dopo un ddl che vietava la pubblicità al gioco online, il governo abbia deciso di recuperare un o’ di denaro aumentando le tasse, all’interno di una mossa che può far discutere, dal momento che la tassazione sul gioco online stride rispetto alla proposta precedente.

In ogni caso la manovra prevede una nuova tassazione relativa a slot e VLT dell’1,75%, un aumento del 5% per la tassazione dei giochi online (poker, casinò e bingo), e uno del 2% per scommesse fisiche, online e virtuali.

Il già pessimo Gratta e Vinci prevede invece un ribasso di premi e di montepremi, rendendo il gioco ancora peggiore della già pessima situazione attuale.

Tempi duri quindi per gli operatori di poker e altri giochi d’azzardo online, e ancora peggio per il Gratta a Vinci che di fronte alle reali statistiche di vincita difficilmente riuscirebbe restare ancora a lungo nel cuore degli italiani.


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Scritto da: Filippo Carignani

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