Poker online, viaggio nella crisi del cash game

Il poker online, almeno in versione cash game, è in crisi. Una crisi netta, costante, che non si riesce a fermare. Una notizia che fa male alla specialità, soprattutto se confrontata con le altre realtà del gioco d’azzardo su internet. Solo il cash game è in perdita, nonostante le offerte proposte nell’ultimo anno dai migliori Casinò online AAMS. I bonus di benvenuto non bastano più ad attirare l’attenzione dei clienti, o almeno a mantenerla viva nel tempo.

Nel primo trimestre del 2017 il cash game ha visto un calo del 5,8%, scendendo da 20,7 (nel 2016) a 19,5 milioni di euro. Un risultato particolare, soprattutto per quanto sta dimostrando il poker a torneo. Il primo trimestre 2017 ha visto un incremento del 18,6%, arrivando a 23,6 milioni. Considerando che nella passata stagione le due versioni di poker erano vicine per raccolta, il sorpasso è il segno di un cambiamento epocale.

La causa principale può essere la struttura stessa del poker. Gli appassionati lo sanno, il cash game è la specialità più tecnica dell’intero settore dell’azzardo. Almeno tra quelle più praticate, si intende. Certo le regole di base non sono complicate, e in fondo il poker è piuttosto conosciuto. Imparare le combinazioni e lo svolgimento del gioco non è affatto difficile. Entrare nel cuore delle strategie e delle dinamiche di una sessione di cash game invece richiede mesi di studio e applicazione. La differenza principale con le altre specialità è che il profitto si genere contro altri giocatori, non contro il banco. Quando si gioca alla roulette o alle slot machine, il denaro investito viene incassato e poi eventualmente restituito dal gestore. Nel cash game invece i soldi vengono messi dagli utenti, e chi vince lo fa a spese degli altri. Nel lungo periodo non conta essere i più fortunati (o conta in parte, se preferite), ma i più bravi. A capire l’avversario, a impostare la strategia giusta, a scegliere quando puntare pesantemente e quando invece rimanere più tranquilli.

È chiaro che una specialità così tecnica stanca facilmente i giocatori, non riuscendo ad avvicinare i neofiti. O meglio, lasciandoli scappare via. Inseguire una scala a incastro può costare parecchio denaro, e non è certo una mossa da esperti giocatori. Un altro aspetto da non tralasciare è il tempo richiesto per arrivare a una vincita. In media una sessione di slot machine dura una manciata di secondi, permettendo di investire grosse cifre in pochi minuti. E ovviamente, a livello potenziale, di vincere tanto in poco tempo. Nel cash game non è così, trattandosi di un gioco in cui spesso bisogna giocare diverse ore per mesi prima di arrivare a un profitto notevole.

I vari Durrrr e Ziigmund hanno dovuto grindare su internet prima di farsi il nome (e il conto in banca) per cui sono conosciuti oggi. Un’opzione che non si sposa bene con la maggior parte dei giocatori, che non hanno tanto tempo da dedicare al gioco. Urge quindi una soluzione che possa far ritrovare appeal al cash game, prima che possa rimanere il salottino esclusivo dell’azzardo. Ipotesi che non accontenta né l’industria del gambling né i giocatori professionisti, privati di avversari meno preparati e quindi più semplici da spennare.


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Scritto da: Pokerinweb

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