Le mani del fisco sul vecchio continente

Una nuova poker news che gira da pochi giorni negli ambienti del poker on line riguarda l’Olanda e i suoi players, che avrebbero a quanto pare trasmigrato nelle rooms.eu per sfuggire ai sempre più frequenti controlli del fisco; l’Olanda insieme a Finlandia, Svezia, Polonia, Slovenia e Romania fa parte dei sei paesi europei dove non esiste un vero e proprio ordinamento giuridico e fiscale che regolamenta le rooms e quindi, grazie all’ottenimento delle licenze da parte dell’ente regolatore  Lotteries and Gaming Authority (LGA) di Malta, i players olandesi hanno deciso di aderire alle numerose offerte di altre società estere come ad esempio Poker Stars. La room in questione avrebbe subito preso la palla al balzo spostando i suoi giocatori da piattaforme internazionali a quelle europee, riconosciute successivamente dalle autorità maltesi, e mantenendo gli stessi palinsesti di gioco del .com per i giocatori. L’operazione di “migrazione” è iniziata già nei primi mesi dell’anno con i primi gamblers che si sono spostati dai loro paesi di residenza per sfuggire alle durissime leggi fiscali vigenti nei loro paesi: soprattutto nei paesi scandinavi vige un intransigente e duro regime fiscale che regolamenta le poker rooms e il poker on line, che ha fatto decidere a molti giocatori di andarsene dai propri paesi per non pagare le tasse. In Romania invece le leggi sono meno repressive ma si stanno attuando in questo periodo delle nuove norme che disciplineranno il gioco del poker on line e tutte le società che decideranno di intraprendere un’attività redditizia come quella delle poker rooms. L’interpretazione esatta di questo fenomeno sarebbe dato dal fatto che i residenti di questi sei paesi che non attuano un vero e proprio regime fiscale sui players e sulle loro rooms, non dovrebbero più pagare le tasse nei propri confini di residenza, a maggior ragione che Malta fa parte dell’UE! La storia recente però ci insegna che, soprattutto per la Spagna negli ultimi mesi, le sonore multe e i controlli con le conseguenti chiusure di molte attività che operavano off-shore, non danno parecchia tranquillità e gettano anzi parecchia confusione sulla materia legislativa che regolamenta il bellissimo “giocattolo” del poker! È da segnalare infatti che, da una recente news poker, si legge che l’Unione Europea, riunitasi in commissione per varare una legge comune in materia di poker on line, sia stata subito stoppata dai suoi membri tanto da far intendere che il braccio di ferro tra UE e paesi membri sia già iniziato. Come tutti i business anche questo va preservato e i suoi redditi per ora vanno salvaguardati ad ogni costo!


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Scritto da: Pokerinweb

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