Il Governo Monti contro l’evasione fiscale e i siti.com di poker on line!

Il contrasto e la tolleranza zero del Governo Monti verso l’evasione fiscale e verso le possibili attività illecite del gioco on line da parte soprattutto dei siti.com è notizia recentissima di questi giorni; la news poker uscita sui principali siti di poker on line italiano dicono che il Governo sia seriamente intenzionato a combattere l’evasione anche tramite la costituzione di una task force composta da rappresentanti del Ministero dell’Economia, membri della Guardia di Finanza e agenti di agenzie fiscali. A chiudere il cerchio ci sarà anche la collaborazione di banche e intermediari finanziari che controlleranno e segnaleranno ogni movimento sospetto e ogni operazione illecita su movimenti di denaro o evasioni. L’operazione organizzata dal Governo Monti si occuperà di tutti i settori non autorizzati del gambling che comprendono poker on line, casinò, scommesse e slot on line; c’è anche da dire che ultimamente il Ministero dell’Economia ha cambiato rotta e strategia a seguito delle recenti decisioni della Corte di Giustizia Europea, che ha sconfessato nell’ultimo decennio il reato penale di gioco d’azzardo. In Italia invece fino a pochi mesi fa tutti i siti di poker e scommesse on line non autorizzati dall’AAMS venivano denunciati e perseguiti con il reato di gioco d’azzardo proprio per salvaguardare gli utenti e le persone che giocano su molti siti apparentemente affidabili. Un documento redatto da parte del Governo Monti fornisce proprio le linee guida e i soggetti da perseguire in caso di reato ed evasione fiscale, sono state individuate le 19 categorie sospette e messe sotto la lente d’ingrandimento tra cui operatori bancari, finanziari e postali che si sottraggono alla segnalazione immediata di soggetti che trasferiscono denaro a favore di altri che giocano e scommettono vincendo somme di denaro in maniera non autorizzata. Qualcosa però ultimamente si è mossa dal punto di vista della legalità, la stessa StanleyBet ha dichiarato di pagare le tasse in Italia dove saranno accettate e raccolte le scommesse, a tal proposito anche nel Regno Unito parecchi operatori hanno scelta questa linea di tendenza (ve lo avevamo anticipato anche nelle scorse news su questo argomento) individuando il cosiddetto “punto di consumo”, e cioè che chi esercitasse o raccogliesse scommesse e vincite in un determinato paese, doveva pagare e versare tasse e tributi nel paese in cui in quel momento stava operando. Tornando al nostro paese sembra davvero che nulla sfuggirà al caso e che il Governo del professor Monti farà decisamente sul serio soprattutto per combattere l’illegalità e l’evasione fiscale!


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Scritto da: Pokerinweb

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