Full Tilt Poker e PokerStars, nuova sterzata negativa alle trattative!

L’accordo della vendita di Full Tilt Poker a PokerStars.com è ancora in fase di stallo, le recenti news poker sulla formalizzazione della trattiva che sembrava in fase di conclusione tra le due room ci informano che niente è ancora stato deciso. Pochi giorni fa, con l’arresto del principale autore del crack finanziario Ray Bitar di Full Tilt Poker, sembrava già tutto deciso con i conseguenti sviluppi clamorosi per il mondo del poker on line ma a quanto pare qualcuno sembrerebbe frenare le trattative e la scalata della room dalla picca rossa; il segnale di semaforo verde per gli inizi delle contrattazioni dato dal Dipartimento di Giustizia aveva fatto pensare a risvolti positivi ma la attuale situazione di stallo non confermerebbe tale ipotesi. Le recenti poker news lette sui principali portali di poker on line sulla questione sembravano confermare invece il contrario visto che il pessimismo regnava e i pareri negativi di consulenti affermati  si auguravano il peggio, sulla linea dei pessimisti si sono schierati infatti Matt Glantz, noto giocatore professionista e editorialista, che ha espresso già da tempi non sospetti la rottura della trattativa data da qualcuno a cui non farebbe moto piacere il ritorno della room PokerStars negli USA. A quanto pare ci sarebbe anche un impedimento da parte del Dipartimento di Giustizia che non garantirebbe un rientro della room di poker on line nel mercato statunitense e soprattutto per la posizione di latitanza dei due fondatori di PokerStars, che in merito ad un mandato di cattura internazionale emesso il 15 Aprile del 2011 dal governo americano, si sarebbero dati alla fuga e quindi latitanti. Isai Scheinberg e Paul Tate quindi sarebbero già in una posizione molto critica  che condizionerebbe l’avvio delle trattative e dei pareri favorevoli degli organi di giustizia, inoltre sembra sia sbucata una sorta di lobby vicina ai poteri e alla politica di Washington che non vorrebbe una conclusione positiva delle trattative e vorrebbe fare pulizia nell’ambiente e completare l’opera iniziata con gli arresti e gli scandali del black Friday. Alcuni importanti casinò avrebbero infatti finanziato e appoggiato l’intera campagna elettorale del presidente degli Stati Uniti e del suo staff di senatori non aiutando le contrattazioni e facendole scivolare verso un inevitabile prolungamento; un altro fattore negativo e che darebbe un un’ulteriore sterzata negativa agli eventi  sarebbe trapelato dagli ambienti di PokerStars che vorrebbe un adeguamento e delle serie garanzie relative al suo rientro nei mercati degli USA, paradossalmente tutto ciò andrebbe a causare un impedimento serio alla risoluzione del caso, fatto sta che le consultazioni con il Dipartimento di Giustizia dovrebbe riaprirsi a breve ma con molte nebbie all’orizzonte!


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Scritto da: Pokerinweb

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