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Archivi per la categoria 'Strategia'

Saper foldare la coppia di Assi

lunedì, ottobre 19th, 2009

Grandissimo laydown da parte di Allen Cunningham con le American Airlines contro Phil Ivey che setta al flop.

Solamente un grande giocatore di texas hold’em riesce a foldare la migliore starting hand nonostante un board apparentemente innocuo; ci vuole coraggio, un grande intuito e un ottima lettura dell’ avversario per capire che abbiamo il punto peggiore.

Provate ad immaginare di giocare la mano del video, naturalmente non conoscete le carte dell’ oppo e non siete andati in allin pre-flop, sicuramente con un board di questo tipo si finisce per essere eliminati da qualsiasi torneo o sit&go, perchè l’ emozione di invincibilità che ci trasmette la nostra monster hand diventa il nostro tallone d’ Achille.

Quindi fate attenzione e prendete la decisione migliore che non comprometta il vostro gioco.

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Come si gioca a RAZZ

mercoledì, settembre 23rd, 2009

Il Razz (7 Card Stud Low) è un gioco in cui vince il piatto il giocatore che al momento di mostrare le carte ha il punto più basso. Nel razz, ai giocatori vengono distribuite sette carte nel corso della mano, ma solo le cinque carte migliori di ciascun giocatore vengono utilizzate per determinare il vincitore. Diversamente dal Seven Card Stud hi-lo o dall’Omaha hi-lo, il Razz non richiede che la combinazione vincente comprenda 5 carte diverse fra loro e tutte inferiori o uguali all’8.

Nel razz, le scale o i colori non pesano contro una mano bassa, l’asso è la carta più bassa e la miglior mano possibile è la “ruota“: 5, 4, 3, 2, A. Le seguenti mani di razz sono elencate dalla peggiore (n. 1, con scarse probabilità di vincere il piatto) alla migliore (n. 12, il punto migliore possibile):

  1. 5, 5, 5, 3, 2
  2. K, K, J, 4, 3, 2
  3. 2, 2, 7, 6, 5
  4. A, A, 10, 9, 8,
  5. K, Q, J, 10, 9
  6. K, Q, J, 10, 7
  7. 9, 8, 7, 6, 5
  8. 9, 7, 6, 5, 3
  9. 9, 7, 6, 5, A
  10. 6, 5, 4, 3, 2
  11. 6, 4, 3, 2, A
  12. 5, 4, 3, 2, A

Regole per giocare a Razz

Prima che una mano di Razz abbia inizio, tutti i giocatori devono piazzare una piccola puntata obbligatoria detta ante. Ogni giocatore riceve due carte coperte e una scoperta. Quello che ha ricevuto la carta scoperta più alta agisce per primo ed è costretto a fare una puntata obbligatoria, il “bring-in”, che può essere pari alla puntata minore per il limite della partita o alla sua metà (per esempio, in una partita $2/$4, il bring-in può essere di $1 o $2). L’azione prosegue in senso orario intorno al tavolo finché non si conclude il primo giro di puntate.

Nota: per la determinazione del bring-in le carte di pari valore vengono distinte per seme. L’ordine di importanza dei semi è: picche, cuori, quadri e fiori. Quindi, se all’inizio della mano la carta scoperta più alta è la regina e sul tavolo sono visibili la regina di cuori e la regina di quadri, è il giocatore con la regina di cuori quello che deve effettuare il bring-in.

Successivamente, ciascun giocatore riceve una carta scoperta, detta “Fourth Street“. Il primo giocatore a parlare è quello con le carte scoperte con il valore più basso (senza tener conto di scale e colori). Tale giocatore può fare check o puntare. La puntata sarà pari al limite minimo ($2 in una partita con limite di $2/$4).

A questo punto, ciascun giocatore riceve un’altra carta scoperta, detta “Fifth Street“. Il primo giocatore a parlare è ancora quello con le carte scoperte con il valore più basso (senza tener conto di scale e colori).

Nota:

iniziando dalla Fifth Street e per il resto della mano, tutte le puntate vengono effettuate in incrementi pari alla puntata massima ($4 in una partita con limite di $2/$4).

A questo punto, ciascun giocatore riceve un’altra carta scoperta, detta “Sixth Street“. Di nuovo, il primo giocatore a parlare è quello con le carte scoperte con il valore più basso.

Quindi, ciascun giocatore riceve un settima e ultima carta coperta che può essere vista solo dal giocatore a cui viene assegnata. Il primo giocatore a parlare è quello con le carte scoperte con il valore più basso.

Se alla fine dei giri di puntate è ancora attivo più di un giocatore, l’ultimo giocatore a puntare o rilanciare scopre le carte. Se nel giro finale non vengono effettuate puntate, il giocatore che ha le carte scoperte con il valore più basso mostra per primo le sue carte coperte.

Esibizione delle carte – Determinazione del vincitore

Il giocatore con la mano migliore di cinque carte vince il piatto. Diversamente dal Seven card stud hi-lo e dall’Omaha hi-lo, non vi è alcun requisito minimo per vincere il piatto: la mano più bassa, con carte di qualsiasi valore, vince l’intero piatto. Una volta assegnato il piatto alla mano migliore, è possibile giocare una nuova partita di razz.

Se due o più mani hanno lo stesso valore, il piatto viene equamente suddiviso. Non esiste precedenza di seme ai fini della vincita del piatto.

Video dimostrativo

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Stabilire un’immagine tight al tavolo

mercoledì, agosto 26th, 2009

allen-cunningham-7

Nel poker l’immagine conta. Durante un torneo, la tua immagine al tavolo aiuterà a determinare quanta azione ottieni ed infine come puoi manipolare i tuoi avversari nel fare grandi call o laydown nei momenti sbagliati.
Lo stabilire un’immagine loose aggressive sin dalle prime fasi può aiutarti a costruire il tuo stack di chips iniziale, credo sia importante sviluppare un’immagine tight al tavolo nelle fasi più avanzate di un torneo poiché ti dà l’abilità di manovrare nei momenti in cui le chips contano di più.
Quando tutti foldano, alcuni giocatori raiserano sempre dal cutoff o dal bottone. Il problema di questo tipo di gioco è che è facilmente prevedibile e può essere facilmente sfruttato. Se raisi sempre dal bottone, i giocatori che sono di buio ti scopriranno prima o poi e ti faranno un enorme re-raise con qualsiasi carta. Potrai trovare anche giocatori che ti chiameranno con mani appartenenti ad un più ampio raggio dai bui, che ti metteranno di fronte a grandi check-raise al flop.
Perchè lo fanno? Perchè ti sei presentato con un’immagine loose al tavolo raisando ogni volta che foldavano prima di te. Durante le fasi avanzate, questa immagine intralcia la tua abilità di manovrare poiché ogni volta che proverai a fare una mossa, è probabile che qualcuno faccia una contromossa.
Non ci vorrà molto prima che la tua immagine loose ti renda il target dei giocatori esperti (o anche dei giocatori inesperti che saranno stanchi di essere pressati). L’ammontare di chips che rischi nell’essere loose in queste situazioni solitamente non vale la pena di avere come ricompensa il solo fatto di raccogliere i bui. Fate attenzione però perché quando giocate troppo chiusi finite col mancare molte opportunità di accumulare chips lentamente o anche solo di sopravvivere. Idealmente, dovreste progettare un’immagine molto tight mentre in effetti dovreste essere a metà tra le standard percezioni di “loose” e “tight”. (continua…)

David Sklansky

Uno dei problemi principali nel gioco del texas hold’em poker, è come saper valutare le carte che si hanno in mano all’inizio del gioco. Il problema è da misurare sia in termini di quali carte si hanno in mano, sia in termini di posizione di gioco al tavolo di texas poker.

Come è noto, se si è in late position si avrà un ventaglio di carte più ampio da giocare che essendo ‘under the gun’ ovvero in posizione di early position: i primi che parlano e svelano il proprio gioco.

Per riuscire a valutare nel modo corretto le carte all’inzio del gioco, insomma le starting cards, un giocatore di fama mondiale e autore di libri di gioco sul poker, David Sklansky, ci ha dato una notevole mano. Grazie alla sua esperienza di gioco nel texas hold’em poker e anche a preziosi calcoli statistico-matematici e studi sull’argomento, David Sklansky è giunto a disegnare una serie di gruppi di carte, a seconda del loro valore di gioco. Sono le seguenti:

Gruppo 1: AA, KK, QQ, JJ, AKs
Gruppo 2: TT, AQs, AJs, KQs, AK
Gruppo 3: 99, JTs, QJs, KJs, ATs, AQ
Gruppo 4: T9s, KQ, 88, QTs, 98s, J9s, AJ, KTs
Gruppo 5: 77, 87s, Q9s, T8s, KJ, QJ, JT, 76s, 97s, Axs, 65s
Gruppo 6: 66, AT, 55, 86s, KT, QT, 54s, K9s, J8s, 75s
Gruppo 7: 44, J9, 64s, T9, 53s, 33, 98, 43s, 22, Kxs, T7s, Q8s
Gruppo 8: 87, A9, Q9, 76, 42s, 32s, 96s, 85s, J8, J7s, 65, 54, 74s, K9, T8, 43

Nella tabella sopra, ’s’ sta per suited, ovvero carte dello stesso seme. E’ un’indicazione, naturalmente, ma i consigli sono di giocare nelle prime posizioni solo mani dei primi quattro gruppi, nelle posizioni centrali invece i gruppi cinque e sei e nelle ultime posizioni i gruppi sette e otto.

David Sklansky è stato uno dei giocatori più noti degli anni degli anni ottanta, avendo vinto ben due braccialetti del World Poker Tour. Ma soprattutto la sua fama si è consolidata anche grazie a numerosi libri che ha scritto sulla teoria e pratica del texas hold’em poker.

Il Teorema Fondamentale del Poker

venerdì, agosto 14th, 2009

É David Sklansky che ha elaborato il concetto di teorema fondamentale del poker il quale recita:

“Ogni volta che giocate in maniera diversa da come avreste giocato se aveste potuto vedere tutte le carte dei vostri avversari, essi vincono;  e ogni volta che giocate nella stessa maniera di come avreste giocato se aveste potuto vedere tutte le carte dei vostri avversari, essi perdono. Al contrario, ogni volta che gli avversari giocano in maniera diversa da come avrebbero giocato se avessero potuto vedere tutte le vostre carte, voi vincere; e ogni volta che gli avversari giocano nella stessa maniera di come avrebbero giocato se avessere potuto vedere tutte le vostre carte, voi perdete.!

Il poker infatti è un gioco di informazioni incomplete e (continua…)

Gus Hansen Pot Odds

venerdì, agosto 7th, 2009
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Gus Hansen calcolo odds

venerdì, agosto 7th, 2009
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Calcolare le Odds (probabilità)

venerdì, agosto 7th, 2009

Calcolare le probabilità...

Saper calcolare le Odds in una partita di poker è una prerogativa essenziale per ogni giocatore. Ma che cosa sono queste Odds? Le Odds rappresentano la probabilità che un dato evento si verifichi, per esempio la probabilità di chiudere un colore al river.

Per calcolare le Odds è necessario prima determinare gli Outs, ossia il numero di carte che vi servono per chiudere un progetto. Per esempio con un progetto di scala bilaterale avrete 8 outs quindi 8 carte nel mazzo per chiudere la scala.

Una volta calcolate le Outs potete calcolare la probabilità. Partiamo dal presupposto che le carte del mazzo sono 52, se per esempio al turn abbiamo 4/5 di scala bilaterale conosciamo 6 carte (2 sono le nostre e 4 sono sul board), quindi rimangono 46 carte delle quali 8 ci fanno chiudere il progetto, per cui la probabilità è di 8/46 cioè il 17.39% di chiudere la scala al river.

Un metodo più veloce per calcolare la probabilità consiste nel moltiplicare il numero di out per 4 sul flop per chiudere il progetto al turn, oppure per 2  (sul turn) per chiuderlo al river.  Esempio: abbiamo 4/5 di colore al flop, quindi 9 Outs, la probabilità di fare colore al turn è del 9×2= 18% circa, al river (dal flop) del 9×4 = 36% circa.

(continua…)

Mike Caro lezione di tells

venerdì, luglio 31st, 2009

Immagine anteprima YouTubeMike Caro “The Mad Genius” spiega 10 tells importanti leggibili ad un tavolo di non-professionisti.

La grande legge dei tell di Caro

venerdì, luglio 31st, 2009

teddykgb

Con questo articolo lo staff di pokerinweb.com dà inizio ad una nuova rubrica settimanale in cui si parlerà di strategia nel poker texas hold’em.

Abbiamo voluto iniziare con la legge dei Tell di Mike Caro perchè la consideriamo alla base del poker, soprattutto di quel poker basato sulla psicologia e sui movimenti dei giocatori (da qui i tell). Mike Caro, giocatore professionista, è noto a tutti come “Mad Genius” (il genio pazzo del poker) ed è soprattutto conosciuto come maestro e teorico del poker. Caro è autore di famosissimi libri come Book of Poker Tells.

Secondo Caro, la grande legge dei tell afferma: “I giocatori o recitano, o non recitano. Se stanno recitando, allora decidi cosa stanno cercando di fare e deludili.” I giocatori cioè o sono degli attori e si comportano cosi per cercare di nascondere la vera forza della loro mano, oppure non lo sono e si comportano di istinto senza preoccuparsi dei loro movimenti. I giocatori per meglio nascondere la loro mano si comporteranno in una maniera che faccia intendere l’opposto di quello che invece hanno in mano.

Se una mano è debole, cercheranno di convincerti che è forte. Se una mano è forte cercheranno invece di convincerti che è debole. Ed è questa una delle massime del genio Mike Caro, nel suo libro Book of Tells: debole significa forte, forte significa debole.

Perciò tutte quelle volte che vedete un certo comportamento voi agite di conseguenza. Per esempio quando un giocatore fa finta di niente e si disinteressa temporaneamente di una mano allora probabilmente avrà una mano forte, debole significa forte! Provare per credere!.

Quando sarai in grado di leggere le carte del tuo avversario attraverso la scienza dei tell, allora i tuoi profitti si impenneranno. (continua…)